Heidegger a Modena
I filosofi in rivolta che annunciano le dimissioni dal Festival di Modena sembrano tante modelle capricciose che fanno le bizze prima di una sfilata.

I festival sono fatti per rimorchiare più che per creare nuove fondamentali critiche della ragion pura. Non che i filosofi debbano passare il tempo a ingobbirsi, rovinarsi gli occhi, sudare in solitudine sui libri e siano esclusi ontologicamente dal rimorchio: in un saggio appena uscito per Longanesi, “Hannah Arendt e Martin Heidegger. Storia di un amore”, di Antonia Grunenberg, è dimostrato che la filosofia crea scintille, soprattutto tra studentessa talentuosa e avida di conoscenza e professore sposato e carismatico. Ma insomma, loro due non facevano ospitate ai festival: si scrivevano lettere, si incontravano in Germania, davano scandalo anche col pensiero. Tutto scorre: ora è giusto che i filosofi prendano sul serio imprescindibili questioni amministrative legate a gite enogastronomiche.
Annalena Benini, nata a Ferrara nel 1975, vive a Roma. Giornalista e scrittrice, è al Foglio dal 2001 e scrive di cultura, persone, storie. Dirige Review, la rivista mensile del Foglio. La rubrica di libri Lettere rubate esce ogni sabato, l’inserto Il Figlio esce ogni venerdì ed è anche un podcast. Ha scritto e condotto il programma tivù “Romanzo italiano” per Rai3. Il suo ultimo libro è “I racconti delle donne”. E’ sposata e ha due figli.
